VELOCIRAPTOR, IL RAPACE PIU’ VELOCE

«Non c’è niente come loro. Sono proporzionalmente tra i predatori più possenti; di sicuro non c’era alcun altro teropode che possedeva una tale combinazione di armamento sui piedi, le mani, e la testa.» Gregory S. Paul (1988).

Il Velociraptor è stato reso famoso per il suo ruolo nel romanzo del 1990 Jurassic Park e successivi, ma quei “raptor” furono modellati sul dromaeosauride imparentato Deinonychus, che a quel tempo fu rinominato Velociraptor antirrhopus da Gregory Scott Paul.

Velociraptor (il cui nome significa “ladro veloce” o “rapace veloce) è un genere estinto di dinosauro dromaeosauride vissuto nel Cretaceo superiore, circa 75-71 milioni di anni, in quello che oggi è il deserto del Gobi, in Mongolia. Il genere conta, attualmente, due specie, anche se in passato se ne riconoscevano di più: la serie tipo è V. mongoliensis, i cui fossili sono stati scoperti per la prima volta in Mongolia. Una seconda specie, V. osmolskae, fu così battezzata nel 2008 a base di frammenti cranici provenienti dalla Mongolia Interna, in Cina.
Il Velociraptor era più piccolo degli altri dromaeosauridi come Deinonychus e Achillobator. Ciononostante, condivideva tanti dei loro tratti anatomici, essendo un carnivorobipede piumato con una lunga coda rigida, e con un artiglio a falce su ogni zampa posteriore, che si ritiene fosse usato nella caccia. Si differenziava dagli altri dromaeosauridi per il suo cranio lungo e snello, col muso rivolto in su.
Il Velociraptor (comunemente “raptor”) è uno dei generi di dinosauro più noti al grande pubblico a causa del suo ruolo prominente nella serie di film di Jurassic World. Tuttavia, in realtà il Velociraptor aveva all’incirca le dimensioni di un tacchino, considerevolmente più piccolo dei rettili alti 2 metri (7 piedi) e pesanti 80 kg, visti nei film. Il Velociraptor è anche uno dei dinosauri meglio conosciuti dai paleontologi, che hanno scoperto più di una dozzina di scheletri, più di qualsiasi altro dromaeosauride.
Il Velociraptor era un dromeosauride di taglia media; gli adulti misuravano fino a 2,07 metri di lunghezza, 0,5 metri d’altezza alla schiena, e pesavano 15 chili.Il cranio, lungo e basso con muso appiattito lateralmente, misura circa 25 cm di lunghezza e presenta un’unica curvatura superiore. Si presenta concavo nella parte superiore della volta cranica e convesso in quella inferiore. Le mascelle dei reperti presentano fra i 26 ed i 28 denti, in unica fila, estesamente spaziati su ogni lato, con una zigrinatura marcata nella parte posteriore: si suppone che ciò rappresenti un particolare adattamento, che permetteva all’animale di afferrare rapidamente e trattenere la preda.
Simile agli altri dromeosauridi, il Velociraptor aveva mani larghe fornite di tre artigli ricurvi. Erano simili in morfologia e flessibilità alle ossa delle ali degli uccelli moderni. Il secondo dito era il più lungo, mentre il primo era il più corto. La struttura del polso non permetteva di assumere una posizione prona. Invece, la posizione neutrale consisteva nelle palme che si fronteggiavano, come se l’animale “applaudisse”.
Come negli altri teropodi, il primo dito del piede era uno sperone. Tuttavia, al contrario della maggior parte dei teropodi, il Velociraptor (come gli altri dromeosauridi), camminava su due dita, in particolare sul terzo e quarto dito, i quali sostenevano il peso dell’animale. Il secondo dito, che rende il Velociraptor così famoso, era tenuto ritratto dal suolo. Come gli altri dromeosauridi e i troodontidi, questo dito era dotato d’un artiglio a forma di falcetto relativamente grande, che nel Velociraptor poteva raggiungere i 6,5 cm di lunghezza, e il cui orlo esterno presentava una profilatura atta alla lacerazione di una preda.

La coda era fornita da lunghe apofisi sul lato superiore e tendini ossificati sotto. Le apofisi cominciavano sulla decima vertebra caudale, estendendosi fino a pilastrare 4-5 vertebre ulteriori, a seconda della posizione della coda. Si riteneva una volta che queste rendessero rigida la coda fino al punto di renderla una bacchetta inflessibile. C’è però almeno un esemplare con le vertebre caudali ricurvate lateralmente in una forma a S, e questo suggerisce che la coda possedesse più flessuosità orizzontale di quanto ritenuto in passato.
Nel 2007 furono scoperti dei segni, tipici negli uccelli, di papille ossee sull’ulna di un Velociraptor ben conservato, e ciò ha confermato l’ipotesi della presenza di piumaggio nel genere.
I fossili di alcuni dromeosauridi più primitivi del Velociraptor hanno i corpi ricoperti di piume, e penne sulle zampe anteriori. Il fatto che gli antenati del Velociraptor fossero piumati, e che forse fossero capaci di volare, ha da tempo condotto i paleontologi a suggerire che il Velociraptor fosse anch’esso piumato, poiché anche quegli uccelli moderni incapaci di volare conservano la maggior parte del loro piumaggio. Nel settembre 2007 i ricercatori trovarono delle papille ossee lungo l’ulna d’un esemplare di Velociraptor scoperto in Mongolia. Le papille mostrano dove erano ancorate le penne remiganti secondarie, e la loro presenza nel Velociraptorindica che anch’esso possedeva le piume.
Secondo il paleontologo Alan Turner,
«Una mancanza di papille non significa necessariamente che un dinosauro non avesse le piume. Però la scoperta di attaccature sul Velociraptor dimostra che le aveva di certo. Questa è una cosa che abbiamo sospettato a lungo, ma che nessuno era mai stato in grado di dimostrare.»
Mark Norell, il curatore dei rettili, anfibi e uccelli fossili all’American Museum of Natural History, fece il commento seguente:
«Più impariamo di questi animali, più troviamo che praticamente non ci sono differenze tra gli uccelli e i loro antenati dinosauri come il Velociraptor. Entrambi avevano furcule (altrimenti note come o “ossa dei desideri”), covavano le uova, possedevano ossa cave, ed erano ricoperti di piume. Se gli animali come il Velociraptor fossero vivi al giorno d’oggi, la nostra prima impressione sarebbe semplicemente quella di uccelli dall’aspetto strano.»
Secondo Turner e i suoi colleghi, le papille ulnari non si trovano in tutti gli uccelli preistorici, ma la loro assenza non esclude che avessero le piume. I fenicotteri per esempio non le hanno. Però la loro presenza conferma che il Velociraptor aveva delle penne sulle braccia. L’esemplare su cui furono scoperte le papille (IGM 100/981) rappresenta un animale lungo 1,5 metri che pesava 15 chili. Sulla base degli spazi tra le papille, gli autori suggerirono che il Velociraptor fosse fornito di 14 penne remiganti secondarie. In contrasto, l’Archaeopteryx ne possedeva almeno 12, il Microraptor 18, e il Rahonavis 10.
Gli stessi ricercatori interpretarono la presenza di piume sul Velociraptor come prova contraria all’idea che i maniraptori più grossi e incapaci di volare avessero perso le piume a causa della loro taglia elevata. Inoltre notarono che le papille ulnari sono assenti nella maggior parte degli uccelli terrestri moderni, e che la loro presenza nel Velociraptor (che si presumeva fosse terrestre a causa della sua grandezza e delle braccia relativamente corte) dimostra che gli antenati dei dromeosauridi potevano volare, e che i generi più grossi come il Velociraptor avevano perso questa capacità. Rimane però la possibilità che le penne del Velociraptorser vissero a scopi diversi dal volo, come ad esempio l’ornamento, l’isolamento termico delle uova, o l’aerodinamicità nella corsa in salita.

Velociraptor è un membro della sottofamiglia Velociraptorinae, un sottogruppo derivatodalla famiglia Dromaeosauridae. Nella tassonomia filogenetica, Velociraptorinae è normalmente definito come “tutti i dromaeosauridi più imparentati a Velociraptorche a Dromaeosaurus”. La classifica dei dromaeosauridi però è molto variabile. In principio, la sottofamiglia Velociraptorinae fu costituita solo per contenere Velociraptor. Altre analisi hanno incluso altri generi come Deinonychus e Saurornitholestes. Un’analisi cladistica recente indica che Velociraptorinae fosse monofiletico, e che contenesse Velociraptor, Deinonychus, Tsaagan, e l’imparentato (ma incertamente posizionato) Saurornitholestes.

Nel passato, altre specie dromaeosauride, incluse Deinonychus antirrhopus e Saurornitholestes langstoni, furono classificate nel genere Velociraptor. Siccome Velociraptorfu il primo a essere nominato, queste specie furono rinominate Velociraptor antirrhopus e V. langstoni. Oggi, le uniche specie riconosciute sono V. mongoliensis  e V. osmolskae.

Quando fu descritto per la prima volta, nel 1924, Velociraptor fu incorporato nella famiglia Megalosauridae, come tanti altri teropodi (infatti, Megalosauridae era quasi un taxon “bidone” che conteneva tanti generi non imparentati). Con ulteriori scoperte, Velociraptor fu riconosciuto come un dromaeosauride. Tutti i dromaeosauridi sono stati incorporati nella famiglia Archaeopterygidae da almeno un autore. In effetti, ciò fa sì che Velociraptor possa essere considerato una forma di uccello terrestre.

L’artiglio del secondo dito del piede caratteristico dei dromaeosauridi è stato tradizionalmente considerato un’arma usata per sventrare le prede. L’ipotesi che Velociraptor usasse l’artiglio per sventrare le prede fu messo alla prova durante il documentario BBC The Truth About Killer Dinosaurs (2005). I produttori del programma fabbricarono un piede di Velociraptor artificiale, e lo usarono contro una carcassa di maiale: l’artiglio penetrò la carne, ma non fu in grado di aprirla.

I resti di Deinonychus, un dromaeosauride strettamente imparentato, sono stati spesso trovati in gruppi vicino al dinosauro erbivoro Tenontosaurus. Questo fu interpretato come prova di comportamenti di caccia in gruppo da parte dei dromaeosauridi. L’unica prova solida di comportamenti sociali tra i dromaeosauridi viene da una serie d’impronte in Cina, che mostrano sei individui che si muovevano in gruppo. Però non si sono mai trovate prove di caccia cooperativa.  Anche se molti fossili isolati di Velociraptor sono stati scoperti in Mongolia, nessuno di essi fu associato con altri individui. Quindi, malgrado Velociraptor venga  comunemente raffigurato come un cacciatore sociale (come per esempio in Jurassic Park), ci sono poche prove che lo dimostrano nei dromaeosauridi, e nessuna che lo dimostra specificamente in Velociraptor. L’ipotesi infatti fu basata sulla scoperta di fossili di Deinonychus raggruppati intorno ai resti di un Tenontosaurus. Nessun altro gruppo di dromaeosauridi è mai stato scoperto in un’associazione così.

Nel 2011, Denver Fowler e i suoi colleghi suggerirono un nuovo metodo in cui Velociraptor e gli altri dromaeosauridi avrebbero catturato le prede. Questo modello, nominato il modello di “Contenimento della Preda da parte dei Rapaci” (“raptor prey restraint” o RPR), propone che Velociraptor uccidesse le sue prede in un modo simile agli uccelli rapaci accipitridi; Velociraptor sarebbe saltato sopra la preda, trattenendola col suo peso corporeo e aggrappandosi strettamente ad essa con gli artigli ricurvi. Come gli accipitridi, il dromaeosauride avrebbe cominciato a nutrirsi mentre la preda era ancora viva, fino a che essa non fosse morta dissanguata. Questo modello fu basato principalmente sulla morfologia e le proporzioni dei piedi dei dromaeosauridi, che sono paragonabili a quelli dei rapaci. Fowler notò che le gambe e i piedi della maggior parte dei dromaeosauridi sono molto simili a quelli delle aquile e gli sparvieri, soprattutto quando vengono presi in considerazione il secondo artiglio ingrandito e la manovrabilità delle dita. Il metatarso corto e la forza d’impugnatura delle dita però erano più simili a quelli dei gufi. Il metodo RPR sarebbe anche congruente con altri aspetti anatomici di Velociraptor, come per esempio la morfologia delle mandibole e le braccia. È possibile che le braccia fossero ricoperte da penne lunghe utilizzate, insieme alla coda rigida, per bilanciare il predatore mentre ristringeva la preda. Le sue mandibole, che si riteneva fossero relativamente deboli, potrebbero essere state utilizzate in un movimento a sega come quello che fa il moderno drago di Komodo.

Il Velociraptor era endotermico, quindi necessitava una quantità d’energia sostanziale per cacciare. Gli animali moderni ricoperti di piume, come probabilmente il Velociraptor, tendono a essere endotermici, visto che questa copertura serve da isolamento termico. Però, il tasso di crescita dei dromaeosauridi e certi uccelli primitivi suggerisce che il loro metabolismo fosse più moderato di quelli degli uccelli moderni e dei mammiferi. Il kiwi è simile ai dromaeosauridi in anatomia, piumaggio, struttura ossea e nella struttura dei passaggi nasali (che sono normalmente indicatori di metabolismo). Il kiwi è un animale terrestre molto attivo con una temperatura corporea piuttosto bassa, rendendolo così un buon paragone per il metabolismo di uccelli primitivi e dromaeosauridi.

Tutti i siti fossili che contengono Velociraptor mostrano un habitat arido che consiste di campi di dune sabbiose e pochi ruscelli. La postura degli scheletri completi dimostra che gli esemplari furono probabilmente seppelliti vivi durante le tempeste di sabbia.

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