I TOTANI, MOLLICCI (E INASPETTATI) RAZZI IN GRADO DI VOLARE

Più veloce di un proiettile!
Più potente di una locomotiva!
Capace di scavalcare i grattacieli con un balzo!
Guardate, su in cielo!
E’ un uccello!
E’ un aereo!
No, è un totano!

Un esemplare di Ommastrephes bartramii mentre plana sull’acqua (Ph. Geoff Jones – http://www.barraimaging.com.au/)

Gli uccelli volano, ma non tutti. Gli insetti volano, ma non tutti. Alcuni mammiferi e rettili sono in grado di volare o planare, addirittura alcuni pesci ne sono capaci… ma i molluschi volanti sarebbero degni di un film del primo James Cameron!

Eppure dovremmo essere abituati al fatto che in Natura le parole “sempre” e “mai” non abbiano alcun valore (o quasi). Questo è il caso di Ommastrephes bartramii (ma anche di altre specie appartenenti alla famiglia Ommastrephidae), un mollusco cefalopode conosciuto come “Calamaro rosso volante” (sebbene sia un Totano) diffuso in tutti gli oceani e sporadicamente segnalato anche in Mar Mediterraneo. Si tratta di un cefalopode di modeste dimensioni, con le femmine, più grandi dei maschi, che arrivano a 60 cm di lunghezza; presenta 8 braccia e 2 tentacoli grazie ai quali preda prevalentemente pesci di medie dimensioni, talvolta arrivando a nutrirsi di suoi simili. Come molte specie pelagiche, di notte risale fino in superficie, mentre di giorno scende tra i 300 e i 700 metri, ma sono stati sporadicamente segnalati a quasi 1500 metri di profondità.

Alcuni esemplari di Ommastrephes bartramii in “volo”.

Fin qui nulla di strano, un totano come tanti: predatore, ottimo nuotatore e migratore notturno. Ma in Natura l’apparente banalità cela spesso meravigliose sorprese: l’idrodinamico (e aerodinamico) O. bartramii è infatti in grado di compiere impressionanti balzi fuori dall’acqua e, volando come un razzo, può coprire distanze superiori a 30 metri in appena 3 secondi! Con le dovute proporzioni, equivale circa alla velocità di Usain Bolt.
Un piccolo jet a propulsione che spara violentemente fuori l’acqua contenuta nel mantello, planando grazie a particolari membrane poste tra le sue braccia. Non si tratta di un virtuosismo, ma di una strategia ben collaudata anche da molti altri animali acquatici: passare improvvisamente dall’ambiente marino a quello subaereo permette di disorientare e scoraggiare eventuali predatori meno eclettici, salvandosi la vita.

Parafrasando Jim Morrison, “ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare“. E di conseguenza non si fa mangiare.

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