DA CONCHIGLIA A CULLA, IL PASSO E’ BREVE: LA STRAORDINARIA RIPRODUZIONE DI ARGONAUTA ARGO

Argonauta argo.

Basta leggere il nome di questa specie per comprendere l’alone di mistero quasi mitico che la avvolge. Infatti gli appassionati di epica (e non solo) conoscono bene gli Argonauti, un gruppo di circa 50 eroi che, sotto la guida di Giasone, intraprese l’avventuroso viaggio a bordo della nave Argo, arrivando nelle ostili terre della Colchide alla riconquista del vello d’oro. Di fatto una delle più note e affascinanti narrazioni della mitologia greca.
Ma chi si cela dietro cotanta epicità? Semplicemente un mollusco cefalopode, strettissimo parente dei polpi (ordine Octopoda), che conduce vita marina pelagica. Osservandolo, viene quasi spontaneo pensare che sia un cugino dei Nautilus o, addirittura, una sorta di moderno Ammonite. Ma c’è un errore di fondo: la bellissima, candida, fragile e quasi ialina “conchiglia” da cui fa uscire le 8 braccia… non è una conchiglia! E, soprattutto, è presente solo nelle femmine, peculiarità che accentua il già marcato dimorfismo sessuale, essendo il maschio decisamente più piccolo.

Argonauta argo mentre nuota. Da una spaccatura dell’ooteca, si scorge anche parte dell’ammasso di uova (Ph. Bernd Hofmann at de.wikipedia)

Immaginate un polpo femmina con un bel cappello… o meglio, un’elegante signora polpo che porta a spasso il passeggino con i suoi figli (qualche migliaio. Per fortuna non usano i pannolini). Un’immagine disneyana che riassume adeguatamente una piccola meraviglia dell’evoluzione: quella struttura è un’ooteca, un involucro calcareo di natura organica che alloggia le uova deposte dalla femmina, ma che funge anche da riparo, da mezzo di trasporto e da “stanza dell’amore”. L’elegante “culla naturale” è infatti fondamentale anche durante la riproduzione in quanto riceve l’ectocotile del maschio, cioè quel braccio modificato che si stacca, rimane nella femmina e la feconda grazie alla spermatofora che trasporta.
Quando non è in fase riproduttiva, l’aspetto dell’animale è quello di un comune polpo. Un adattamento fantastico comune anche in altre specie dello stesso genere.

Argonauta argo una volta fuori dall’ooteca. L’aspetto è quello di un comune polpo (Ph. D.P. Wilson/FLPA/Minden Pictures)

Un eroico navigatore con 8 braccia e dallo spiccato senso materno, raro, sfuggente, poco conosciuto biologicamente… ma che con un pizzico di fortuna potete ammirare anche in Mar Mediterraneo!
In una parola: mitico.

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