PERLE, LEGGENDE E IL TESORO DEI MOLLUSCHI

di Pamela Baiocchi

CHE COS’E’ UNA PERLA?

La perla si forma quando un qualsiasi oggetto estraneo “irritante”, casualmente viene a introdursi nei tessuti molli di un mollusco. Per difesa o forse per sola reazione o forse del tutto naturalmente, giacché comunque e il modo del mollusco per accrescere la propria conchiglia adattandola alle sue dimensioni, continua a secernere delle nacre, che possono essere madreperlacee, e finiscono per ricoprire anche l’intruso.

Le nacre sono una combinazione di sostanze cristalline e organiche. Mentre la nacre si accumula nei vari strati, essa circonda l’irritante e di conseguenza si forma una perla. La gemmologia ossia l’oreficeria definisce le perle formatesi naturalmente come perle fini o perle naturali. Appunto queste si formano per caso, per un parassita o un frammento di cibo che si e infilato nel tessuto del mantello di un’ostrica per esempio.

LA NUCLEAZIONE DI UNA PERLA

Ostrea con perla

Le perle coltivate si ottengono grazie all’intervento diretto dell’uomo, che artificialmente innesta un corpo estraneo (nucleone o nucleo) nel tessuto di un’ostrica o di un altro mollusco. In questa maniera i perlicultori inducono cosi la creazione di una perla.

Una volta inserito il nucleo, ha luogo lo stesso processo naturale della secrezione di materiale intorno al frammento introdotto artificialmente. La natura delle perle, madreperlate o meno, colorate più o meno clamorosamente, dipenderà essenzialmente dalle peculiarità del mollusco che le ospita.

Ovvero, se la perla deriva da una Margarita margaritifera questa sarà madreperlata quindi iridescente, se invece a produrla sarà una modesta Ostrea edulis la perla sarà molto dimessa poiché il suo interno non è affatto madreperlato. Quindi se il mollusco secerne sostanze “dimesse” o iridescenti la perla avrà o meno, quelle peculiarità.

LA SCOPERTA DELLE PERLE

Le perle artificiali, ovvero coltivate, sono principalmente il risultato di scoperte fatte verso la fine del XlX secolo e l’inizio del XX secolo da parte di ricercatori giapponesi, tra i quali il spicca Kokichi Mikimoto. Mikimoto è stato fra i primi a scoprire la tecnica specifica per stimolare la creazione di una perla rotonda nel tessuto di un’ostrica. Insomma, l’innovazione dell’indurre l’ostrica a produrre una perla ha rivoluzionato l’industria perliera poiché ha permesso agli allevatori di perle di ottenere dalle coltivazioni un considerevole numero di perle di alta qualità. Contrariamente alle perle fini, che hanno forme, dimensioni e qualità variabili, quelle coltivate sono sostanzialmente concepite, fin dall’inizio, per essere perfettamente sferiche e principalmente senza difetti.

CHI PRODUCE LE PERLE?

Perle di Abalone

Le ostriche non sono i soli molluschi a produrre perle. Un esempio di come le perle possono essere prodotte anche da molluschi diversi dalle “ostriche” è rappresentato dal mollusco della conchiglia Melo melo. Le Perle di questo mollusco non sono composte di madreperla, ma sono di concrezioni naturali calcaree.

Tuttavia sono comunque prodotte da un processo simile, quando un corpo estraneo si introduce accidentalmente e in modo spontaneo e naturale nel guscio del mollusco. Le perle Melo Melo , essendo del tutto naturali, sono estremamente rare, a niente sono approdati i tentativi di produrle artificialmente e a tutt’oggi vengono trovate esclusivamente accidentalmente.

Le Perle Abalone sono prodotte dalle Haliotis e sono generalmente di colore blu iridescente e dalle forme irregolari, sono considerate sia come le perle più belle del mondo e sia come tra le più rare al mondo.

L’interno della conchiglia di questo mollusco e meravigliosamente madreperlato con una fantastica combinazione di tonalità multicolori blu, lavanda, arancione, verde, rosa e argento che combinandosi creano riflessi spettacolari. Le forme di queste perle solo raramente simmetriche e frequentemente appaiono come piccoli “corni”.

Difficile è la loro cultura artificiale poiché i molluschi Haliotis essendo emofiliaci, quando vengono nucleati, tendono a “sanguinare” rapidamente determinando la morte del mollusco stesso. Per questo motivo solo le perle Mabe di Abalone sono le uniche attualmente coltivate, poiché la perla si sviluppa sulla conchiglia e non nel corpo del mollusco.

Le perle Abalone non sono ancora molto diffuse nella gioielleria Americana ed Europea. Tuttavia sono piuttosto diffuse in Australia e Nuova Zelanda, grazie al marketing che viene praticato dalla grande firma Eyris Blue Pearl Company in Nuova Zelanda.

Perla conch

Anche le cosiddette perle conch, come le Melo melo, non sono composte di madreperla, ma sono prodotte da concrezioni calcaree. Per semplificare la comprensione di come si formino queste concentrazioni calcaree possiamo paragonarle ai famosi “calcoli renali” negli esseri umani. Tuttavia, a differenza delle Melo melo e delle perle propriamente dette, le Conch non sono perle nucleate. Le Conch sono prodotte dal mollusco Strombus Gigas che vive nella Florida meridionale.

PERLE, MITI E LEGGENDE

In tutte le regioni del mondo in cui si sono conosciute le perle, sono nate leggende sulla loro origine e miti sui loro attributi. La popolarità di questi miti e leggende spiega in parte il ritardo delle conoscenze scientifiche sull’origine e la formazione di perle.

Questi miti sono stati anche la causa della lussuria degli uomini nel cercare acquisire queste gemme preziose e magiche, incoraggiando la pesca dei molluschi e portando quasi all’estinzione i banchi naturali in tutti i mari dove si trovavano.

Le perle, come emblema di perenne bellezza naturale, sono state collegate in tutte le culture delle regioni perlifere alla creazione divina. I miti che hanno trattato la loro origine hanno sempre considerato queste gemme come prodotto divino, direttamente o indirettamente, il che spiega l’origine delle credenze che le consideravano portatrici di poteri soprannaturali e magici degli dei.

Cosi l’uomo le ha anche cercate per appropriarsi e poterne utilizzare i doni. Le perle sono state amate e venerate non solamente come delle belle gemme. Dal loro primo utilizzo, esse sono state indossate come gioielli o amuleti. Tuttavia, il profitto tratto dai loro poteri soprannaturali non si fermava qui. E’ stato, infatti, ampiamente esteso a usi medici e legati alla superstizione.

Le perle sono state per lungo tempo utilizzate perle loro virtù mediche, fin da quando furono state scoperte dall’uomo. E’ interessante notare quanto l’industria farmaceutica moderna continui ad utilizzare le perle in campo medico. In modo particolare, le perle qualitativamente inferiori e inutilizzabili in gioielleria sono polverizzate per preparare calcio farmaceutico e di altissima qualità.

Dall’antica Cina e India passando per l’Europa medievale, l’Arabia e in quasi tutte le culture, le perle sono state utilizzate per scopi farmaceutici che vanno dagli afrodisiaci alle cure per infermità mentale. Le perle potrebbero semplicemente essere indossate come gioielli per le loro proprietà curative, o potrebbero essere macinate e trasformate in pozioni, balsami e unguenti utilizzati per il trattamento di un’ampia varietà di disturbi e problematiche. Una leggenda dice che “una perla posta nel ombelico potrebbe curare i disturbi di stomaco!”

La madreperla di una ostrica perlifera o le perle stesse, contengono aminoacidi essenziali che guariscono e mantengono giovani le cellule del corpo. La carenza di uno qualsiasi di questi aminoacidi chiave può rendere la pelle visibilmente ruvida e rugosa. I ricercatori che hanno impiegato i loro sforzi nello sviluppo di creme per la pelle a base di madreperla affermano che i vari componenti della perla stimolano le attività metaboliche del materiale genetico di una cellula (DNA), quindi, in grado di stimolare il rinnovamento cellulare.

Per secoli, le donne asiatiche hanno usato polveri di perle d’acqua dolce schiacciate per mantenere il loro aspetto giovanile. Nel Palazzo Imperiale Cinese credevano negli effetti miracolosi della “polvere di perla”, che hanno usato per la guarigione, la luminosità della pelle, la prevenzione delle rughe, e come protezione solare. L’ultima imperatrice della dinastia Qing faceva uso non solo polvere di perla sul proprio viso, ma la ingeriva quotidianamente. Lei e le altre donne del tempo hanno constatato un miglioramento della loro carnagione, una pelle più morbida, conferendo loro un aspetto più giovanile. L’imperatrice era famosa per la sua bellezza e la sua pelle “come quella di un bambino” anche all’età di 74 anni.

Gli antichi greci associavano queste brillanti gemme ad Afrodite, dea dell’amore e della bellezza. Essi credevano che si generassero dalla schiuma del mare. Per i Greci, le perle simboleggiano il fascino della dea dell’amore. La mitologia greca ha anche ipotizzato che le perle fossero le lacrime degli dei, concetto che prevalse per migliaia di anni.

La credenza che le perle si generassero da gocce d’acqua solidificate, aiutate dalla luce del sole o della luna, in Europa divenne per molto tempo il pensiero dominante sulla provenienza di queste incredibili gemme.

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