MINERALI FANTASTICI E COME RICONOSCERLI: TRA FALSI, SINTETICI E IMITAZIONI

Di Pasquale Caldarola

Diamante

Quando andiamo in un negozio per acquistare un minerale confidiamo di comprare un bel pezzo da esporre nella nostra collezione, ma che a volte potrebbe non essere ciò che sembra . Molte volte infatti, si tende a fidarci della prima impressione che un pezzo ci da, e se non si hanno le dovute conoscenze o un minimo di preparazione potremmo imbatterci in dei minerali falsi, sintetici o imitazioni.

MA PERCHÉ I MINERALI VENGONO FALSIFICATI?

Sicuramente il primo fattore da considerare è la RARITA’, più un minerale costa, più sarà soggetto alle contraffazioni e alle imitazioni. Anche per organizzare vere e proprie truffe, che ovviamente non portano a nulla di buono.  Ma vediamo di seguito i vari tipi di contraffazione possibili.

FALSO:   si tratta di un materiale creato dall’uomo che viene reso quanto più simile ad un minerale.  Un esempio è la plastica mista a frammenti di turchese (plastica o anche resina) il tutto ben amalgamato e colorato. Chiaramente è facile da distinguere dal vero turchese.

SINTETICO:  si tratta effettivamente di un minerale, solo che viene creato in laboratorio. Per fare un esempio molto semplice ci sono RUBINI che vengono ricreati in laboratorio e poi vengono spacciati per autentici. Il procedimento per creare un minerale sintetico tuttavia è molto costoso e quindi in molti casi si preferisce il minerale di origine naturale, e rinunciando alla creazione in laboratorio.

IMITAZIONE:  l’imitazione è un minerale che viene reso identico a quello vero, sfruttando la somiglianza che già possiede. Un esempio è l’Howlite che tinta con della colorazione azzurra diventa turchese (turchenite e turchese africano alle volte).

QUALI SONO I MINERALI PIÙ FALSIFICATI E EVENTUALMENTE COME RICONOSCERLI?

Agata blu

TURCHESE:    come già accennato in precedenza, il turchese è una delle pietre più falsificate a causa del suo valore. In molti casi si tingono le Howliti  e in altri casi plastiche e resine (a volte con  scarti di turchese) che si prestano a imitare il turchese. Per riconoscerle basterà un ago e un accendino. Arroventate l’ago e toccate il presunto turchese.  Se si tratta di plastica l’ago si infilerà molto facilmente nel pezzo e sentirete puzza di plastica o di resina, in alcuni casi vedrete il pezzo sciogliersi e annerirsi. Un vero turchese rimarrà intatto. Nel caso delle Howliti non avrete scelta , dovrete aprirne una parte per vederne l’interno; se bianco allora è Howlite. Un altro metodo consiste nel  immergere il campione in un bicchiere di acqua. Se sott’acqua il campione assume un colore più vivace allora vi troverete davanti a un vero turchese.

QUARZO CITRINO:   è una delle varietà più rare e ricercate di quarzo.  Per riconoscere un vero citrino dovete assicurarvi che il presunto citrino sia sempre in cristalli e aggregati, ma MAI in druse e che abbia un colore uniforme.  I quarzi a drusa che tendono al marrone e all’arancio acceso sono ametiste cotte a 400 gradi (a 600 diventa nera), quindi diffidate dal comprarle. Il vero citrino ha colori molto più tenui, dal giallo all’arancio molto tenue.

AMBRA:  questa meravigliosa resina fossile è uno dei minerali più affascinati. Alcune ambre come la simetite o la dominicana sono molto rare (la dominicana ha colori azzurri, la simetite arriva a cifre da capogiro per grammo in caso di campioni di grandi dimensioni – 10 cm in su -) e quindi in molti casi sono imitate con resine sintetiche o con resine semi fossili, ovvero il copale.  Un’ambra vera se sottoposta al calore rilascerà un odore di resina, ma non fonderà, non farà fumo e non annerirà. Per distinguerla dal copale mettetela in acetone e lasciatela per un po’. La vera ambra rimarrà intatta, il copale si scioglierà.

AGATA BLU E AGATA TINTA: partiamo da un presupposto: l’ Agata in natura non ha MAI colori vivaci e sgargianti. Quindi un agata giallo acceso, rossa, blu o  verde è un agata tinta.  Se ve ne ritrovate una in collezione potete provare a scolorirla con dell’alcol  mettendola in ammollo per un pò. Anche la ROSA DEL DESERTO e i GEODI  in molti casi vengono orribilmente tinti.

OSSIDIANA NOBILE: molto spesso  se ne sente parlare, ma difficilmente un venditore lo ammetterà “l’Ossidiana nobile è un falso con i fiocchi”. Il motivo è semplicissimo: TUTTE  e dico TUTTE LE ROCCE VULCANICHE HANNO SEMPRE COLORI SCURI TENDENTI AL NERO, COME LAVE , BASALTI , OSSIDIANE NERE, LAPILLI. Solo le pomici sono bianco-grigiastre. Le ossidiane sono sempre nere. quelle che quindi vi spacceranno per Ossidiane nobili non sono altro che vetri di fonderia.

ONICE NERO: l’Onice è una varietà microcristallina del quarzo. Come tutte le varietà microcristalline (agata, calcedonio, corniola, sardonice) presenta delle bande concentriche o non, a seconda della varietà. Quindi se vi imbattete in un Onice completamente nero significa che quell’Onice è stato tinto. Meglio lasciar perdere quindi.

GESSO DA TUBO: si tratta gesso proveniente dalle pareti dei tubi di decantazione e scarico di residui di lavorazione per la produzione di soda.  Non che questi esemplari siano dannosi per la salute o quant’altro, il fatto vero è che sono a tutti gli effetti dei cristalli sintetici.

Bismuto, cristalli iridescenti coltivati in laboratorio

BISMUTO: i bei cristalli quadrati e sgargianti, venduti  nella maggior parte dei negozi di minerali sono tutti sintetici, ovvero creati in laboratorio da soluzioni di elementi chimici che la compongono.

Anche se può sembrare assurdo si è tentato di riprodurre in laboratorio il QUARZO IALINO. Largamente utilizzati sono addirittura i DIAMANTI sintetici.  Anche i DIAMANTI NERI SONO CREATI IN LABORATORIO, per lo meno la maggior parte. Come già accennato anche i RUBINI possono essere creati in laboratorio.

QUARZO TITANIO E QUARZO AURA: si tratta di quarzo sommerso in soluzione di titanio o di materiali metallici, che a volte spacciano per naturale.

QUARZO CRACK: il quarzo crack è del semplice Ialino esposto ad alte temperature fino al punto di fratturazione interna. Eh già è solo un quarzo tutto incrinato…

QUARZO FUME’: purtroppo non viene risparmiato nemmeno il fumè; molte volte i morioni  (quarzi nero intenso) sono irradiati dagli isotopi radioattivi, come accade anche in natura. Purtroppo è molto difficile riconoscere il vero dal sintetico.

PIETRA DEL SOLE:  la pietra del sole in natura ha varie sfumature, per intenderci somiglia ad una calcite arancio. Una pietra dal colore uniforme, anche costellata da puntini dorati è solo un materiale sintetico.

ELIODORO: questa rara varietà gialla del Berillo è a volte imitata dal quarzo citrino o da vetri colorati. Ma in entrambi  i casi né il vetro né il citrino hanno le proprietà del Berillo. Il vetro anzi non ne ha proprio.

Infine ci sono diversi minerali completamente sintetici quali la COVELLINA (solfato di rame), CARBORUNDUM, la  CERMIKITE o TCHERMIGITE, il DICROMATO DI POTASSIO (attenzione è cancerogeno, tossico, irritante, allergenico e dannoso per l’ambiente), la ZINCITE.

LE CONTRAFFAZIONI NEL MONDO DEI FOSSILI

L’”arte” di falsificare, imitare e altro ancora è utilizzata anche in questo campo.

ad esempio i denti fossili di squalo, ittiosauro, etc… durante l’estrazione tendono a rompersi, la radice infatti può facilmente rimanere attaccata alla matrice e quindi avrete più pezzi del fossile in questione. Se la parte mancante viene trovata spesso viene riattaccata e se fate attenzione noterete la linea  che delimita le due parti, o addirittura avrà l’odore di colla. Se invece  la parte non si trova viene ricreata con delle resine e in questo caso noterete i segni di questa contraffazione. Colori diversi e vari segni fungeranno da precauzione.

I DENTI CONFICCATI NELLE VERTEBRE nella maggior parte dei casi sono parti incollate fra loro.  Anche le mandibole di squalo e Ittiosauro sono molto spesso ricreate con resine e altri materiali sintetici.  Infatti le mandibole con i denti ancora sopra sono particolarmente ritrovamenti rarissimi. Non vengono risparmiati altri tipi di fossili  quali ad esempio GRANCHI, TRILOBITI e AMMONITI. In alcuni casi viene creata una vera e propria matrice di cemento o materiale sintetico in cui viene “adagiato” il fossile. Segni di incollatura e colori diversi saranno un chiaro segno di questa  lavorazione.

ALTRI FATTORI PER IDENTIFICARE UN FALSO ( MINERALE/FOSSILE)

PREZZO: i campioni rari e di qualità spesso hanno prezzi molto elevati. Assicuratevi che sia fatta una buona valutazione e che il pezzo sia effettivamente autentico. Molti prezzi infatti sono esagerati  in entrambi i casi.

VENDITORE: il venditore deve sempre essere in grado di darvi delle informazioni sul minerale/fossile che volete acquistare. Solo in quel caso potrete essere più tranquilli. Molti infatti tendono a creare disinformazione  e a confondere gli utenti  rifilandogli un campione non autentico.

LOCALITA’: assicuratevi che la località da cui proviene il vostro campione effettivamente abbia giacimenti dello stesso.

IN CASO DI TRUFFA VA FATTA UNA DENUNCIA ALLA POLIZIA, ALLO SCOPO DI EVITARE ALTRA DISINFORMAZIONE E ALTRE TRUFFE.

E detto questo vi auguro buone feste!

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