NON SEMPRE SERVE UNA LAUREA PER ESSERE INGEGNERI: I BIOCOSTRUTTORI SABELLARIA ALVEOLATA E DENDROPOMA CRISTATUM E LA LORO IMPORTANZA ECOLOGICA

Di Paolo Balistreri e Andrea Bonifazi

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Essere una specie biocostruttrice non è solo un adattamento vincente, è un vero e proprio modus vivendi invidiato da molti: non dipendi da nessuno, costruisci la tua abitazione senza grandi sforzi, quindi la usi anche per mangiare e per riprodurti.

Ma cos’è esattamente un biocostruttore? Si tratta essenzialmente di un organismo marino, animale o vegetale, in grado di incrementare l’eterogeneitĂ  e il volume di un substrato preesistente edificando strutture scheletriche, di sostegno e/o di riparo. Possono essere biocostruttori molte specie di alghe, di policheti, di molluschi, di cnidari, di briozoi, di poriferi… tanti taxa distanti tra loro, ma uniti dall’amore per l’ingegneria! Nelle acque basse e costiere del Mar Mediterraneo, due specie in particolare possono essere considerate tra i biocostruttori piĂą importanti, sebbene decisamente poco conosciuti (e poco considerati) dal grande pubblico: il verme Sabellaria alveolata e il mollusco Dendropoma cristatum.

Una porzione di reef a Sabellaria emerso durante la bassa marea. La foto proviene da Tor Caldara, vicino Roma. (Ph. Andrea Bonifazi)

L’anellide polichete Sabellaria alveolata è un verme lungo pochi centimetri, ma in grado di edificare strutture che si estendono per centinaia di metri, coprendo svariati ettari di substrato! Le sue biocostruzioni sono il risultato dell’unione di centinaia di migliaia di tubicini formati da granelli sabbia cementati con un muco organico che il verme stesso secerne. Questi tubi sono mediamente lunghi una quindicina di centimetri e sono dotati di un’apertura apicale da cui fuoriesce la sua bocca; questa è circondata da rigide setole modificate (chiamate palee) e da tentacoli che utilizza sia attivamente che passivamente per nutrirsi di fitoplancton e di materia organica presenti nella colonna d’acqua. Il suo comportamento gregario fa sì che si vengano a creare veri e propri reef di dimensioni davvero imponenti e dall’aspetto tipicamente alveolare… ma si tratta pur sempre di muco e sabbia, un evento meteomarino di particolare entitĂ  o il semplice calpestio da parte dell’essere umano può causare danni importanti. Nessun problema: sebbene la resistenza non sia particolarmente marcata, elevata è la resilienza, così che le porzioni danneggiate possono essere riparate grazie alla capacitĂ  che hanno le larve planctoniche di Sabellaria di colonizzare selettivamente substrati dove in precedenza si erano instaurati altri individui conspecifici. Meno abbondante nei nostri mari, ma ugualmente degna di nota perchĂ© ecologicamente simile, è la specie congenerica S. spinulosa, generalmente associata alla piĂą diffusa S. alveolata, ma che in isolati casi si è dimostrata in grado di edificare strutture di notevoli dimensioni soprattutto in Mar Adriatico.

Il trottoir a vermeti di Favignana, in provincia di Trapani. (Ph. Paolo Balistreri)

In Mediterraneo, un’altra importante specie ingegnera è Dendropoma cristatum, un mollusco gasteropode che dĂ  vita al trottoir a vermeti, una biocostruzione marina che si innalza dal fondo verso la superficie del mare modificando progressivamente l’ambiente locale, sia fisicamente che ecologicamente. Differentemente dai fragili tubicini sabbiosi eretti da Sabellaria, D.cristatum presenta una robusta conchiglia di forma tubulare a crescita irregolare con un opercolo corneo che gli permette di resistere alle escursioni di marea. Inoltre, in modo simile al suo “compare verme”, Dendropoma si nutre attraverso la filtrazione per mezzo di ciglia che, con l’ausilio di sostanze mucillaginose da esso secrete, intrappolano piccoli organismi contenuti nell’acqua.

Così come osservato per il simpatico polichete, anche questi gasteropodi sono gregari. Questo loro essere “socievoli” li porta ad “ammassarsi” gli uni sugli altri, dando vita a queste imponenti strutture: il trottoir, dall’aspetto di un grande marciapiede e, appunto, il piĂą fragile e sabbioso reef a Sabellaria. Vi è da precisare che il mollusco D. cristatum non è il solo costruttore del trottoir, ma lavora in associazione con Vermetus triquetrus, un altro gasteropode che vive nelle zone sempre sommerse, come le cuvettes della struttura, per via di un opercolo ormai solo vestigiale. Quest’ultimo per il mollusco rappresenta un po’ una porta di casa e in alcune specie può essere di natura calcarea. In associazione ai due molluschi vi sono alcune alghe rosse incrostanti, come Neogoniolithon brassica–florida, considerata una componente importante di questi “marciapiedi naturali” visibile dalla costa.

In uno studio comparativo tra coste con trottoir a vermeti e coste nelle quali queste strutture sono assenti, è stato evidenziato come tale formazione contribuisca all’aumento della diversitĂ . Con la loro presenza è stata stimata una componente malacologica costituita da circa 46 gruppi, come Mytilaster minimus e Pisinna glabrata. Per quanto riguarda i crostacei associati al trottoir a vermeti, tra le specie meglio rappresentate possono essere menzionati i decapodi Pachygrapsus marmoratus (“Granchio corridore”), Eriphia verrucosa (“Favollo”), Maja squinado (“Granseola”) e il cirripede Chthamalus stellatus (“Dente di cane”). Anche la componente algale è ben rappresentata, tanto che sono stati identificati 129 differenti taxa.

Esemplari di Dendropoma aggregati a costituire la parte esterna del trottoir. (Ph. Paolo Balistreri)

Analogamente, anche i reef a Sabellaria alveolata rappresentano dei veri e propri hot-spot di biodiversitĂ , sostenendo popolamenti bentonici che, tipicamente, annoverano sia specie caratteristiche di sabbia che organismi di substrato duro. In tali biocostruzioni sabbiose le specie vagili sono dominanti sia in termini di ricchezza specifica che di abbondanza: sono numerosissimi gli anfipodi, gli isopodi, i decapodi, i gasteropodi, i bivalvi, altri policheti, gli echinodermi o i nemertini, tutti invertebrati che sfruttano a loro uso e consumo gli anfratti che regala loro questa complessa struttura. Non va tuttavia sottovalutata la componente sessile e sedentaria, perlopiĂą costituita da policheti serpulidi, molluschi bivalvi, sipunculidi e crostacei cirripedi.

Un dettaglio della biocostruzione a Sabellaria in cui è molto evidente il comportamento gregario dei singoli vermi. (Ph. Andrea Bonifazi)

Entrambe le biocostruzioni hanno quindi un ruolo fondamentale nell’incremento della biodiversitĂ  locale. Inoltre, entrambe le strutture si comportano come delle vere proprie barriere coralline, funzionando anche da frangiflutti naturali smorzando il moto ondoso. Sebbene abbiano un aspetto meno attraente di una prateria di Posidonia oceanica o di una foresta di gorgonie ed esteticamente riscuotano minor successo sul grande pubblico, il loro contributo a livello ecosistemico è notevole; per tale motivo meriterebbero ancor piĂą attenzione, valorizzandone la loro importanza attraverso attivitĂ  di divulgazione scientifica ed azioni mirate alla tutela.

 

Bibliografia

Balistreri, P., Chemello, R., Mannino, A. M. (2015). First assessment of the vermetid reefs along the coasts of Favignana Island (Southern Tyrrhenian Sea). Biodiversity Journal, 6(1), 371-376.

Balistreri, P., Mannino, A. M. (2017). Preliminary data on the occurrence of alien macroalgae in the vermetid reef along the coasts of Favignana Island (South-ern Tyrrhenian Sea). Biodiversity Journal, 8(1), 105-112.

Bonifazi, A., Ventura, D., Mancini, E. (2018). Sabellaria reefs as reservoirs of preferential species: the case of Eulalia ornata Saint-Joseph, 1888 (Annelida: Phyllodocidae). Marine and Freshwater Research, 69(10), 1635-1640.

Gravina, M. F., Cardone, F., Bonifazi, A., Bertrandino, M. S., Chimienti, G., Longo, C., … & Corriero, G. (2018). Sabellaria spinulosa (Polychaeta, Annelida) reefs in the Mediterranean Sea: Habitat mapping, dynamics and associated fauna for conservation management. Estuarine, Coastal and Shelf Science, 200, 248-257.

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